In stagione
Il Calapranzi
costumi Vize Ruffo - scenografia Cristiano Russo
coproduzione Teatro del Sangro – Centro di Produzione Teatrale/Green Factory
in collaborazione con il Teatro dei Limoni
Lo spettacolo
“Il Calapranzi”, scritto da Harold Pinter nel 1957, fa parte della prima stagione
drammaturgica dell’autore, dove quasi tutte le opere sono metafora di un solo
meccanismo, quello della violenza: violenza sotterranea, quasi impalpabile, ma che
manifesta con scatti improvvisi tutta la sua furia oppressiva. Due letti in un “buco” di
stanza, dove Ben e Gus aspettano i comandamenti di un’azione criminale. Pizzini
calati dall’alto, istruzioni senza significato. Aspettano, dialogano nel loro linguaggio
dialettale, foggiano Ben, duro, essenziale, alla disperata ricerca di un ordine che non
torna in nessun modo; abruzzese Gus, stupito, tormentato, le interrogazioni che
risuonano nel prolungamento delle vocali: aspettano, in un’attesa riempita di parole
che tiene la violenza in un dialogare teso e scattante, costruito su ritmi in cui i silenzi
contano quanto le battute.
Galano (Ben) e Angelucci Marino (Gus) si confrontano nuovamente con la scrittura
pinteriana dopo la riuscita esperienza de “Il Guardiano” (2024), disegnando figure
delinquenziali inquietanti e buffe. La vicenda è ambientata in Puglia, nella campagna
di Cerignola. Ben è un killer foggiano, sicuro di sé e fintamente tranquillo nella
situazione. Gus è un sicario abruzzese paranoico, indeciso, incerto e fastidioso. La
scenografia (Cristiano Russo) racconta la stanza pinteriana in modo visionario ed
estremo: una serra per pomodori, uno spazio chiuso, claustrofobico.