Locandina Isadora L'indomabile

In stagione

2026/2027
danza recitazione

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Isadora L'indomabile

di Alma Daddario
regia Alessia Magliacane
con Alessandra Fallucchi, Virginia Picchi

Coreografie di Fabrizio Federici
Scene e costumi Sandra Cianci

Prod. Juju Entertainmet in collaborazione con Teatro Spazio Faber

Lo spettacolo

NOTE DELL’AUTRICE
Sin da piccola Isadora Duncan è stata consapevole della propria diversità.
Avversava ogni regola che potesse imprigionare la libertà del sentire, del
vivere corporalmente in armonia con la natura. Lasciò la scuola a dieci anni,
e la madre, compiacente, glielo lasciò fare. La vita durante l’infanzia, priva
del padre che aveva abbandonato la famiglia, fu dura. Studiò da sola, come
autodidatta, e sin da bambina, insegnava la danza a bambini più piccoli di lei.
Aveva una spiccata vocazione pedagogica, convinta che l’artificiosità del
balletto classico fosse dannosa per lo sviluppo del corpo di fanciulle e
fanciulli. Nel corso della vita fondò diverse scuole, in Germania, a Parigi, a
Mosca. La danza era la sua religione, una danza che esprimesse quello che
sentiva l’anima, basata su movimenti spontanei ispirati ai ritmi della natura.
L’esempio ideale era rappresentato dalle onde del mare, che Isadora cercava
di riprodurre nelle sue danze. Una linea ininterrotta quella delle onde, che
simboleggia la ciclicità e l’energia creativa della natura, che si rigenera
costantemente. Secondo le sue teorie, si venne a formare un linguaggio
espressivo unico, che la distaccava dalle convenzioni artistiche dell’epoca, e
avrebbe influenzato la danza del futuro. Ispirandosi all’arte greca e alla
natura, trasformò la danza in un’arte sacra. Il suo credo può essere
sintetizzato in: invenzione, improvvisazione, armonia del corpo e dello
spirito. E’ stata tra le prime a danzare su musica classica e sinfonica, tra i
suoi autori preferiti: Beethoven, Chopin, Gluk, Wagner. Era dotata di scarsa
tecnica in senso accademico, ma aveva un notevole bagaglio culturale, un
fine intuito e un notevole carisma, che l’ha fatta emergere tra altri innovatori
e innovatrici, facendola diventare una esponente di spicco nel vasto
movimento dell’arte coreutica. Ha anche dato un impulso decisivo alla
riscoperta della corporeità e alla rivalutazione della nudità, contribuendo alla

trasformazione degli stili di vita, della moda, liberando le donne da abiti
costrittivi e scomodi, a partire dalle danzatrici.
Inoltre non sopportava il fatto che i poveri non potessero studiare come i
ricchi, per questo era attratta dall’idea di giustizia sociale promulgata dalla
rivoluzione comunista, e non era disposta a subire la condizione di donna
assoggettata a un uomo. Affermò queste idee anche durante una conferenza
tenuta in Germania durante una tournèe: “Presi in affitto la Sala Filarmonica,
e vi feci una conferenza sulla danza in quanto arte di liberazione, e affermavo
che una donna ha il diritto di amare e avere figli a suo piacere, anche fuori
dal matrimonio. La mia conferenza fu causa di uno scandalo. La metà della
sala era con me, l’altra metà fischiava, lanciando sulla scena tutto quello che
capitava nelle loro mani. Alla fine gli avversari lasciarono la sala, e io rimasi
con gli altri, e si iniziò una conversazione interessante e molto audace anche
per il movimento femminista, sui diritti delle donne.” Isadora non ha
rappresentato una svolta epocale per la danza, fondando di fatto la danza
contemporanea, è stata un’antesignana della autodeterminazione della donna,
che per lei doveva essere libera di scegliere il proprio destino. Di fatto era
assolutamente contraria al matrimonio, che definiva: “ la più abominevole
trappola storicamente ideata dall’uomo per schiavizzare la donna”. Ha avuto
una vita sentimentale tumultuosa, questo anche perché la sua
autodeterminazione mal si conciliava con rapporti in cui si sarebbe creata
anche una atmosfera di competitività, come quello con Gordon Craig, e con il
poeta Esenin. Ha vissuto anche una relazione affettiva con la poetessa
americana Mercedes de Acosta. La sua vita privata, romantica, estrema,
drammatica, l’ha fatta entrare nella leggenda, e ha certamente contribuito a
farne un’eroina dell’emancipazione femminile, che affascinò la sua epoca, sia
per i successi, che per gli scandali, e sino alla tragica morte dei figli che ne
avrebbe inevitabilmente segnato l’ultima parte della sua vicenda umana.
Anche la sua morte fu una sorta di macabra messa in scena, tragica e
spettacolare: morì strangolata dalla sua stessa sciarpa che si impigliò
accidentalmente in una ruota della Bugatti di un amico. Nello spettacolo a lei

dedicato, in un percorso a ritroso nel tempo, Isadora dialoga con chi nel bene
e nel male, ha fatto parte del suo percorso di formazione, fisica e spirituale.
Evocando gli affetti, le amicizie maschili, e quelle femminili (Eleonora
Duse), le sue passioni, la sua ricerca di libertà interrotta troppo presto. Ma il
suo lascito alle future generazioni, sarebbe stato fondamentale per la danza
contemporanea mondiale.

Video

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